Vigliacchi ed eroi

Di eroi come De Falco possiamo farne a meno. Un competente ufficiale delle Capitanerie di porto, peraltro categoria non istituzionalmente predestinata al comando di navi di importante tonnellaggio, come lo Stato maggiore della marina militare, in un disastro di quella portata, ha il compito di acquisire dati sulla criticità della situazione in modo pacato ed efficiente, evitando, a distanza e da dietro una scrivania, di infierire su un uomo che, pur psicologicamente travolto dagli eventi da lui medesimo originati, dopo aver portato a termine una perfetta manovra di adagiamento del relitto in acque basse per evitarne il ribaltamento e relativa strage determinando con precisione il momento più idoneo per disporre l’abbandono nave,stava seguendo lo sbarco, riuscito, di 4500 passeggeri, al buio e dallo scoglio prospiciente lo scafo, unica collocazione possibile per avere una sufficiente visione d’insieme,considerato l’abbattimento sul fianco di una nave dalle dimensioni spropositate. Questa non vuole essere una difesa di Schettino, che comunque nessuno può definire vigliacco fino a prova contraria, ma una analisi dei fatti. Da marinaio lo giudico solo un incosciente da tenere d’ora in poi lontano da ogni oggetto che galleggi!